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La televisione cambia pelle vestendosi di forme di convergenza nuove, figlie dell'integrazione con la rete. E ciò che ieri veniva considerato innovazione, come la tv satellitare, oggi deve fare i conti con ulteriori, inesplorati linguaggi. Così canali come Fox, tra i cavalli di razza della scuderia Sky, si aprono al web e alla sperimentazione televisiva on line. Ce lo conferma Michele Ferrarese, direttore creativo di Fox Factory e Folp Tv.
La tv esce dall'elettrodomestico televisore e invade ambiti e piattaforme differenti. Come influisce questo sul confezionamento del prodotto?E’ un momento molto interessante, i contenuti della tv tradizionale escono dal televisore e si riversano nel web, mentre i contenuti web, attraverso la diffusione delle smart tv cercano di invadere il salotto di casa nostra. Ci sono piattaforme come youtube che sono diventate il videoregistratore dell’umanità.
Un’altra cosa invece sono i contenuti degli utenti postati sulle varie piattaforme. Questi generano un processo di condivisione e di moltiplicazione che a volte danno origine a numeri molto interessanti.
Un’altra cosa ancora sono le web tv come FlopTv che nascono con il preciso intento di creare contenuto pensato appositamente per il web.
Quali caratteristiche deve possedere un brand televisivo per rivelarsi vincente agli occhi del fruitore?In questo momento creare un brand vincente in campo televisivo passa sempre di più attraverso il contenuto. La competizione è alta e assistiamo a centinaia di brand che sgomitano e urlano per affermare i propri valori. Marketing, promozione, utilizzo sofisticato del packaging sono tutti strumenti validi ma la differenza in questo momento la fa il contenuto. Chi ha contenuto di proprietà percepito come interessante o giusto ha sicuramente più possibilità di affermarsi. Questa, che sembra una banalità e anzi lo è sicuramente, a volte stenta ad affermarsi come verità. Chi fa televisione dovrebbe vendere meno fumo e concentrarsi sull’arrosto.
Un contenuto che fa ridere, per fare un esempio, fa ridere in televisione come sul web o sul telefonino. Le regole sono universali e non è il mezzo a cambiare le cose. Certamente, soprattutto per motivi tecnologici, la lunghezza di un prodotto “da web” è di norma ridotta rispetto al contenuto televisivo. La convergenza sempre più marcata tra web e tv sta cambiando però anche questo.
Fox è un canale satellitare che intercetta precisi segmenti di pubblico attraverso identità contenutistiche ben precise. Perché scegliere di aprire una web tv quale è Flop tv?Floptv nasce come progetto sperimentale e, proprio come fa Fox International Italy con i suoi canali su Sky, cerca di intercettare segmenti di pubblico attraverso la propria proposta. Volevamo capire le logiche del web, capire se era possibile creare del contenuto originale e proporlo a quel target 18/24 che sembra essere sempre meno attratto dalla tv tradizionale. Volevamo capire come promuovere e creare un brand solo con l’utilizzo dei social network. Nonostante il nome Fox dietro le spalle, volevamo partire in sordina e dal basso. E’ stato un esperimento “di pancia”, basato sull’intuito e sulla passione. Flop è una web tv che non vuole piacere a tutti e questa è stata la chiave per piacere a molti. 20 milioni di video scaricati sono lì a dimostrarlo.
Molti “learnings” ricavati da questa esperienza sono serviti a migliorare le esperienze web degli altri brand del gruppo Fox e questo è sicuramente molto importante.
L'uso della rete può considerarsi integrativo nell'ambito dell'offerta televisiva, o a lungo andare potrebbe rivelarsi alternativo e, perché no, sostitutivo? Quali scenari si prevedono per il futuro?La diffusione delle smart tv porta sempre più persone ad usufruire del web nel salotto di casa e la possibilità di passare dalla generalista/satellite alle web tv mediante il telecomando apre ai contenuti provenienti dalla rete la possibilità di essere complementari alla televisione lineare, anche con prodotti più lunghi.
In questo momento credo che l’utilizzo della rete sia in gran parte integrativo e, su una parte della popolazione crescente e molto giovane, anche alternativo.
Non credo pero’ che la tv lineare, come molti pensano, sparirà presto. La linearità non potrà essere sostituita a breve, soprattutto per quanto riguarda i grandi eventi live, sportivi o artistici.
La televisione tradizionale come il cinema del resto è comunque depositaria di un know how editoriale e produttivo che per forza di cose sopravviverà e sarà sempre alla base della creazione di contenuti. Si parla di crisi della tv ma mai come in questo momento la gente vuole e vede contenuto. Se poi questo contenuto arriverà dal web, da Marte o dalle profondità marine per l’utilizzatore finale sarà importante che questo contenuto funzioni. E’ questa secondo me l’unica sfida della tv del futuro.
Veronica Fermani